ENTI LOCALI, TREMONTI PER ‘RISPARMIARE’ DISTRUGGE LA DEMOCRAZIA E TRASFORMA I SINDACI IN PODESTA’
30 Novembre 2009
Negli emendamenti presentati alla Camera dal Governo sulla Finanziaria emerge anche un grave attacco al ruolo autonomo degli enti locali, comuni e province. dato che riduce di circa un terzo il numero dei componenti di tutti i consigli comunali, anche quelli più piccoli. In questo modo si innalza in maniera gravissima uno sbarramento di fatto, che impedirà pluralismo e partecipazione democratica a partire dalle liste civiche. Si realizza, peraltro, in questo modo, un gigantesco ridimensionamento del ruolo politico dei consiglieri comunali, espressione democratica dei cittadini, a favore di assessori “nominati” e di sindaci-podestà.
Tremonti, insomma, regala soldi alle banche, non taglia stipendi di parlamentari e ministri, ma vuole risparmiare sulla rappresentanza democratica dei consigli comunali. Facciamo appello, pertanto, a tutte le opposizioni parlamentari perchè si apra una battaglia durissima per stalciare dalla Finanziaria questo emendamento taglia-consigli e chiediamo a tutti gli oltre 8000 comuni italiani, insieme all’ANCI e all’UPI, di far sentire la propria voce a difesa della democrazia della rappresentanza.
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Dicembre 1st, 2009 at 00:51
Caro compagno Ferrero,
Tremonti fa benissimo a tagliare di un terzo il numero dei componenti di tutti i consigli comunali. Tutti questi “consiglieri” inutili pagati a peso d’oro pesano sul bilancio dello Stato, e, conseguentemente, sulle nostre tasche, visto che li paghiamo noi con le imposte.
Il nostro partito non deve fare campagne sbagliate, solo per avere qualche consigliere comunale in più…
Massimo
Dicembre 1st, 2009 at 02:51
Presidenzialismo, maggioritario, “semplificazione”… purtroppo sia PD che IdV subiscono la fascinazione di questi argomenti (e molti sindaci sono letteralmente impazziti da quando hanno il potere -incostituzionale - di fare ordinanze folli).
Per altro chi si riempie la bocca di federalismo poi impone dall’alto queste cose (oltre ad aver tolto una tassa “federale” per eccellenza)
Dicembre 1st, 2009 at 14:58
Massimo gli si tolga lo stipendio se si vuole risparmiare! Anzichè ridurne il numero.
Dicembre 1st, 2009 at 15:29
per massimo: la riduzione del numero di eletti nelle istituzioni rappresenta un modo surrettizio di alzare i quorum: se in un consiglio comunale di 30 bastava poco più del tre per cento per avere un consigliere, se il numero dei consiglieri scende a venti lo sbarramento per ottenerne una sale al cinque per cento.
e cosi per province, regioni ecc, così come la riduzione dei perlamentari a meno di creare collegi elettorali più ampi di quelli attuali comporterebbe automaticamente un aumento del quorum per avere dei rappresentanti: un accorgimento “tecnico” sarebbe lo strumento per attuare una discriminzaione politica nei confronti delle forze politiche “minori”
Dicembre 1st, 2009 at 21:28
Basterebbe instaurare la democrazia diretta in quei comuni e in quelle province con un massimo 30000 abitanti (ad Atene erano in 40000 ad autogevernarsi) oltre a ridurre tutti gli stipendi di tutti i politici a 2000€ al mese.
Dicembre 2nd, 2009 at 01:18
Caro Bruno,
spero che non vorremo restare per sempre al 3%.
Il nostro Partito deve puntare a diventare maggioranza nel Paese. Se ci è riuscito Chavez, perchè non dobbiamo riuscirci NOI?
Le nostre esigenze di partito non devono entrare in contraddizione con gli interessi del Paese e delle Classi Lavoratrici.
Mantenere una miriade di parassiti nelle istituzioni comunali, provinciali e regionali costa al Paese, e soprattutto costa ai lavoratori dipendenti, che sono la stragrande maggioranza dei contribuenti.
Il numero dei Consiglieri Comunali, Provinciali e Regionali deve essere ridotto al minimo indispensabile.
Massimo
Dicembre 2nd, 2009 at 01:21
Premetto che in linea di principio sono d’accordo con quanto scritto, pongo una domanda di destra.
Ma tutto questo sistema politico che cosa produce?
Costa moltissimo, credo che le ultime stime diano una cifra pari a 4 miliardi di euro (anche se occorre verificare quanto attendibili). E con quali risultati? Il bilancio di un anno: una regione venuta giù (abruzzo), una città esplosa (viareggio) e una città alluvionata e venuta giù (messina). Oltre a ciò, quali risultati un simile sistema ipertrofico produce? Possiamo dire che tutta questa gente produce maggiore equità e giustizia sociale? Maggiore libertà?
Se Rifondazione ha problemi a entrare in Parlamento e nei consigli degli enti territoriali, anche per ottenere i rimborsi delle spese (o sono troppo malizioso se lo dico?) che si metta a fare politica seriamente per cercarsi i voti. Se la facesse, li prenderebbe, spazi ci sono in fondo.
Viviamo in un paese dove ci sono piú di 900 parlamentari. Cosa fanno, cosa producono, quali sono i risultati?
In America (con 250 e passa milioni di abitanti) i senatori sono solo 100.
E’ chiaro che si tratta di metodi surrettizi e anche antidemocratici per tenere fuori quantomeno certi partiti dalla rappresentanza, ma resto convinto che un partito ha molti spazi nella società per conquistare il consenso e la propria rappresentanza.
Resto infine convinto che questo sistema costa troppo, è inutile e non produce risultati.
E non parlo di risultati chissà quali, ma di maggior libertá e maggior giustizia sociale.
Una via seria potrebbe essere quella, ad esempio, non di eliminare gli enti locali, tipo la provincia, ma di rivederne i confini (ad esempio passare da 20 regioni a 10, non è impossibile) e di accorpare i comuni. 8000 comuni sono un’enormità. I risparmi sarebbero fortissimi, si recuperebbe efficienza della macchina amministrativa e piú risorse da destinare alla giustiia sociale.
Mi auguro che RC ci rifletta e faccia una proposta in questo senso.
Saluti,
Igor
Dicembre 3rd, 2009 at 00:33
@ igor: credo che le amministrazioni locali debbano tornare ad essere quello che sono: amministrazioni, ovvero centri dove si gestiscono una parte dei soldi della comunità destinati a quelle località. Oggi gli enti locali sono piccoli centri di potere che servono sia a distribuire poltrone che a rendere più facili gli accordi tra potere legale e poteri forti come mafia, costruttori, ecc. Dici che 8000 comuni sono troppi, secondo me sono troppi perchè ognuno di essei costa troppo. Se, come proponevo prima, tutti i comuni sotto un certo numero di abitanti fossero autogestiti si risparmierebbe una immensità di denaro e i soldi sarebbero spesi più coscienziosamente. Per quanto riguarda le regioni io le trovo totalmente inutili. Secondo me ci dovrebbero essere solo province e comuni ad amministrare i fondi per le aree locali. Anche per le province applicherei la democrazia diretta (come anche alle circoscrizioni dei comuni grandi). Le regoini le lascerei al massimo come coordinamenti tra le province.
Dicembre 3rd, 2009 at 02:50
L’accorparmento dei piccoli comuni dove siamo presenti dovremmo lavorare a favorirlo senza dubbio. Così andrebbero abolite o quanto meno riviste profondamente le comunità montane e assolutamente abolite le circoscrizioni.
Così come da sinistra (e quindi con la nostra cultura politica) dovremmo provare ad affrontare altri temi egemonizzati dalla destra (i fannulloni, gli LSU etc. etc.) anche per smascherare la fuffa brunettiana.
Una risposta da sinistra al tema degli sprechi esiste e la dovremmo percorrere e rendere pubblica (anche con referendum, proposte di legge e così via).
Sul taglio alle rappresentanza non si può esser favorevoli, passassero alcune proposte che ci sono in giro occorrerebbe in alcuni casi il 15% per avere degli eletti, avremmo un’Italia ancora peggiore e fondata su un bipolarismo forzato, obbligatorio…