Appello - La Federazione della sinistra, non una sommatoria ma una moltiplicazione
30 Novembre 2009
E’ il tempo di aprire nuove strade a sinistra e di imboccare decisamente la strada dell’unità, abbandonando senza indugio quella che per venti anni è stata densa di rotture, scissioni, diaspore, ritiri. Il progetto per la Federazione della Sinistra non si affida a nessun «nuovismo», ma vuole rinnovarsi innanzitutto nelle pratiche politiche. Si fonda sulla partecipazione e sul principio «una testa un voto», punta a ritrovare la corrispondenza tra parola ed azione.
Rifondazione Comunista - insieme ad altre forze e partiti - promuove un progetto ambizioso, sì, ma possibile, anzi necessario: una federazione tra partiti diversi e soggetti sociali per costruire un polo politico per l’alternativa di società; un polo politico capace di lottare fin da subito per un presente più giusto, per realizzare un futuro migliore.
Questo progetto, per vivere, vuole svilupparsi oltre i soggetti promotori e attraverso la partecipazione vivificante dei soggetti sociali che stanno pagando con durezza mai vista prima i costi della crisi; perché sono proprio le lavoratrici e i lavoratori, le generazioni di precari – dai «tempi determinati» ai forzati delle partite Iva individuali - a non avere una rappresentanza politica credibile, un riferimento, perché si è rotto il nesso tra sociale e politico.
Perciò facciamo appello alle lavoratrici e lavoratori, associazioni, partiti, reti, gruppi e collettivi; a tutti coloro che hanno a cuore la democrazia e la difesa della Costituzione; a tutti quelli che ritengono che l’acqua, l’aria, l’ambiente siano beni comuni non riducibili a merce; a tutti coloro che pensano «che così non si può andare avanti». Vi invitiamo a diventare protagonisti di questo progetto, a costruire uno spazio pubblico concorrendo, con noi, alla ricomposizione sociale e politica, facendo della partecipazione di ognuno e di ognuna il «mattone» necessario per la costruzione del progetto stesso. Un’iniziativa politica, insomma, capace di «mettere in comune» saperi ed esperienze, vero antidoto alla frammentazione e allo sgretolamento. Per questa via il cambiamento diventa non solo un’aspirazione, ma una necessità vitale.
Il 5 dicembre «si parte» per la Federazione della sinistra. Un processo che si invererà nel territorio, nell’incontro con tanti e tante individui e collettivi. Con questa ambizione lanciamo un appello alla partecipazione fin dalla prima assemblea nazionale, ma anche nelle iniziative sui territori.
Il 5 dicembre può essere davvero una data importante, una di quelle da segnare sul calendario: alle 10 si parte per la Federazione della Sinistra, alle 14 parte, convocata dal movimento, il «No Berlusconi day». Può essere il primo giorno di un futuro migliore!
Temi: interventi |









Novembre 30th, 2009 at 22:38
VOglio avere fiducia nel progetto federativo: per quanto il binomio “Unità e Coerenza” debba essere sempre il motto, la federazione garantisce l’autonomia di ognuno dei singoli soggetti.
Nel caso (tocchiamo ferro) che il progetto debba spezzarsi, Rifondazione Comunista ci sarà ancora almeno.
Dicembre 1st, 2009 at 09:48
anchio voglio avere fiducia mi auguro che questa sia la volta buona
Dicembre 1st, 2009 at 12:47
Cosa sarebbe cambiato se invece di coagulare tre “forze” politiche per poi proporsi e proporre si fosse tentata una manovra di più ampio respiro?
Una manovra nella quale si sedevano tutti attorno a un tavolo e decidevano cosa fare? 1)federazione 2) parlamentino 3)ecc.
Oggi se si vuole davvero aggregare a sinistra bisogna unirsi sui temi che uniscono e lavorare su quella piattaforma, ma questi temi dovrebbero essere condivisi già in prima istanza dalle singole teste e non da una federazione che non gode di certo do ottima salute. Già posso immaginare le prossime liste alle regionali costituita da PRC e PdCI (più Socialismo 2000) con le solite iniezioni di società civile. Ma così come ci stiamo muovendo, ovvero con la federazione, quanta società civile saremo in grado di coinvolgere? può la federazione così come è fatta riuscire a coagulare più di tanto?
Non credo che avremo particolare successo nel far questo (come si può pensare in Italia a una qualsiasi aggregazione della sinistra che non veda in prima istanza ilManifesto devo ancora comprenderlo).
Dicembre 1st, 2009 at 22:23
Ma il Manifesto è una cooperativa di giornalisti, mi vuoi spiegare come cavolo fa un quotidiano indipendente (e che tale vuol restare, giustamente) ad aggregarsi ad una federazione???
Il Manifesto continui il suo (ottimo) lavoro.
Dicembre 2nd, 2009 at 13:40
Il Manifesto è apertamente con quel che resta di SEL
Dicembre 2nd, 2009 at 14:26
La federazione della sinistra non sta nella realtà,adirittura ancora meno dell’arcobaleno, la classe di riferimento non ne sa nulla,ne nessuno si premura di far conoscere il progtramma…., il pcdi dopo la scissione di Rizzo cosa è rimasto?Salvi è un fantasma evocato solo da pochi. la manifestazione di Roma del 5 è per far cadere il governo Berlusconi….un primo passo non una semplice manifestazione di opposizione, ha detto bene Don Gallo “contro il berlusconismo di destra econtro il berlusconismo di sinistra ” il tempo delle mediazioni col PD è passato esono loro a far cadere ogni timida condizione, inutile continuare se non si sa cosa fare ne cosa proporrecome alternativa di società!
Dicembre 2nd, 2009 at 14:39
Il Manifesto è in buona parte con SeL si, oltre ad essere comunque un giornale scadente comunque nei contenuti.
Dicembre 3rd, 2009 at 03:02
Walter siamo anche in una fase di debolezza storica, non è che si possono far miracoli, io credo che intorno alla Federazione ci siano tanti entusiasmi, e poi è una strada obbligata per far massa critica.
Ci conoscono in pochi? Vero, motivo per cui è urgente (e abbiamo perso fin troppo tempo a mio parere) lanciare delle campagne nazionali (il Segretario ne ha indicate alcune: nucleare e precarietà su tutte) che ci permettano di incontrare il maggior numero possibile di persone e di far muovere le proposte della Federazione su cose concrete (in un Paese in cui è più importante una cazzata fuorionda di un uomo che muore a Terni, non scordiamoci anche la fogna che è diventata l’informazione nel nostro Paese)
Dicembre 3rd, 2009 at 17:34
Condivido l’appello di Ferrero, le potenzialità della Federazione che unisce rispettando le differenze. Resto perplesso, però, di fronte ai limiti di questo modello che permette in qualsiasi momento il venir meno dei “partecipanti”. Dicendola meglio, la possibilità che si verifichi un secondo post-arcobaleno in cui, a poche ore dalla sconfitta elettorale, con il “morto ancora caldo”, si potevano ascoltare i vari dirigenti lavarsi le mani e tirarsi fuori (Diliberto in primis), iniziando una lotta fratricida su responsabilità e colpe dimenticando che quell’esperienza - nel bene e nel male - aveva comunque portato noi attivisti di base a lavorare fianco a fianco, cercando di superare annose rivalità.
Commenti del genere: “Nel caso il progetto debba spezzarsi, Rifondazione Comunista ci sarà ancora, almeno” fanno capire quanto sia incerto un cammino di questo tipo se basato sull’idea che l’unione della sinistra debba basarsi essenzialmente sulla sopravvivenza del nostro orticello.
Che aspettate voi dirigenti a mettere da parte le rivalità personali e “di poltrona” e a parlare concretamente per unire nella SINISTRA Rifondazione-CI-Sel? Possibile che non riusciate a leggere il senso di smarrimento di chi dovremmo difendere, degli ultimi, degli emarginati? Cosa aspettiamo a creare una sinistra forte, unità, concreta?
Purtroppo, invece, come cantavano i Folkabbestia: “La destra ha vinciut e nu c’ stam a chiamendà” (La destra ha vinto e noi restiamo qui a guardarci)
Dicembre 3rd, 2009 at 19:16
non condivido la “federazione semplicemente perchè nasconde dell’altro, per utilizzare lizzare il titolo “non una assommatoria ma una moltiplicazione” un numero assommato a zero rimane se stesso(dieci più zero resta dieci) ma un un numero moltiplicato per zero resta zero , perchè zero contano Salvi, Patta e Diliberto.
c’è il pericolo che invece di aggregare questi separano, l’operazione arcobaleno è fallita anche per questo.
a Genova alle politiche ci volevano far votare una dei verdi , uno dei sinistra democratica, ed uno di diliberto. non uno di rifondazione, come si poteva vincere , le federazioni bisogna che non agiscono da ufficio di collocamento per il ceto politico disoccupato, ma deve essere una aggregazione di simili o quasi, e devono esserci truppe non generali perchè troppi generali che mirano allo stesso abbiettivo finscono per sparasi addosso.
perchè prima di fare la federazione i segretari non individuano una serie di contenuti? ad esempio le alleanze, anche Salvi e diliberto sono per l’autonomia dal PD? e da quando?, se Diliberto ritiene che i motivi che hanno portato alla scissione sono superati, perche non torna in rifondazione? sarebbe più credibile, ed anche Salvi(dal momento che non ha truppe)se condivide le nostre idei perchè non si iscrive a rifondazione? viene il dubbio che facendosi il partito personale , anche se è vuoto si ha più potere contrattuale, perchè questo è il nodo “il posto al sole”. altro che sol dall’avvenire.
ripeto la mia esperienza mi dice che alleanze disomogenee e raberciate portano i nostri elettori ad astenersi, ed i militanti a votare , per i partiti più identitari(leggi sinistra critica e SC e PCL) come è successo a genova nelle ultime politiche e come succuderà alle regionali se ci ostiniamo a voler andare per forza insieme a Burlando, nonostante la maggioranza del partito nei direttivi si è espressa per non allearsi