FERRERO, PRC: – IL GOVERNO CONTRO I LAVORATORI: SUL FISCO NULLA PER I LAVORATORI DIPENDENTI E I PENSIONATI, GLI UNICI CHE PAGANO LE TASSE FINO ALL’ULTIMO EURO. COSA ASPETTANO I SINDACATI A DICHIARARE LO SCIOPERO GENERALE?
13 Novembre 2009
La scelta del governo è scandalosa: i lavoratori dipendenti e i pensionati non avranno alcun beneficio dal taglio dell’irpef. Mentre il governo ha fatto lo scudo fiscale per gli evasori nulla dà a coloro che stanno pagando la crisi più di tutti: una operazione iniqua socialmente e che aggrava la crisi economica perché non interviene a sostenere i redditi più bassi.
Rifondazione Comunista chiede che il governo faccia un taglio dell’IRPEF per lavoratori dipendenti e pensionati di almeno 10 miliardi e chiediamo ai sindacati: ma cosa aspettate a dichiarare uno sciopero generale di fronte ad un governo che tratta a pesci in faccia i lavoratori dipendenti, gli unici che pagano le tasse fino all’ultimo euro?
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Novembre 13th, 2009 at 14:02
Paolo, non capisco.. La settimana scorsa avevi scritto che non bisognava tagliare l’Irap, bensì l’irpef. Ora che si taglia l’Irpef (o meglio.. si rinvia il pagamento dell’acconto) perchè non va bene? L’Irpef la pagano tutte le persone fisiche (con reddito superiore a tot), no?
http://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_sul_reddito_delle_persone_fisiche
Novembre 13th, 2009 at 18:03
al taglio del irpef sono d’accordo…….ma ferrero e buona parte di questo partito devono capire che solo con gli scioperi non si conclude un bel niente!
Novembre 13th, 2009 at 18:06
in ogni caso ormai ho lasciato il partito dato che non mi riconosco nella linea irresponsabile passata al congresso!
Novembre 13th, 2009 at 19:37
E’ presto detto: sono un fiscalista precario e con l’irpef ci gioco ogni anno.
Le riduzioni del 2° acconto di novembre al 79% verranno applicate al cosiddetto popolo delle “PARTITE IVA”,quindi dipendenti e pensionati sono eslusi dal provvedimento.
Quindi Alessio, prima di contestare le parole del compagno Ferrero, informati un attimo.
Novembre 13th, 2009 at 20:53
Finalmente una buona notizia: il povero Alessio ha lasciato il partito! Speriamo che se ne vadano presto anche gli altri come lui, della banda Bertinotti, Vendola, Giordano, Migliore, Sansonetti etc., che volevano sciogliere Prc senza passare nemmeno per le dimissioni e per il congresso. Irresponsabili siete voi altri: irresponsabili e bugiardi. Dopo la catastrofe derivata dalle vostre scelte fatte a colpi di maggioranza, non c’è stato uno di voi che si è preso la responsabilità di ciò che quelle scelte comportarono: Giordano non si dimise; fu costretto alle dimissioni! La sola cosa che disse in segreteria, dopo la disfatta a cui ci portarono, fu che bisognava accelerare nella creazione del soggetto unitario e plurale (senza aggettivi). Cadde solo grazie a due compagne della segreteria, quelle sì con molto senso di responsabilità, che si dimisero, costringendolo così a passare per il Cpn, dove la cricca andò finalmente sotto. DEMOCRATICAMENTE. L’unico dirigente (ci sono i file audio a testimoniarlo incontrovertibilmente) ad assumersi la responsabilità di quanto accaduto fu Ferrero: non penso di averlo tanto apprezzato quanto in quel momento. Gli altri, quelli della cricca, si limitarono a fare interventi inconsistenti e a buttarla in cagnara, come si dice a Roma. Ad esempio, in risposta all’assunzione di responsabilità fatta dall’attuale segretario, dissero che Ferrero voleva lanciare una campagna di processi sommari alla ricerca dei colpevoli. Poi fecero carte false e campagne di denigrazione e diffamazione attraverso Repubblica, il
Corriere della sera e lo stesso Liberazione, guidato e mandato finanziariamente a picco dal Sansonetti gonfiabile, quello di cui ha scritto benissimo Robecchi sul Manifesto. Ci hanno detto, mentendo, che eravamo -siamo- identitari, perché è più facile aggettivare negativamente gli altri -L’altro- piuttosto che entrare nel merito delle questioni. Ma identitario è chi si vanta della propria fede cattolica, mica chi ricerca e prospetta un’alternativa di società in cui il valore massimo è proprio la diversità, contro qualunque concezione di eguaglianza repressiva!
VERGOGNATEVI, BANCAROTTIERI DELLA POLITICA!!! POLTRONARI, POLITICISTI, REALISTI DA STRAPAZZO. ANDATEVENE A IN SL E POI NEL PD.
hasta la victoria siempre!
Novembre 13th, 2009 at 23:57
bravo Massimiliano, pensiero da condividere integralmente,infatti il capo della cricca certo Bertinotti va dicendo che ormai SeL e solo un passaggio, vuol dire che presto entrerà nella casa madre cioè il PD. Avevamo ragione e siamo stati lungimiranti volevano ammazzarci e non ci sono riusciti per cui viva RIFONDAZIONE anche se è malconcia, riusciremo ad innalzarla ancora e più di prima. Coraggio compagni coraggio Paolo siamo sulla buona strada.
PS: so di essere cattivissimo ma è giusto che sia così!! Una domanda che fine hanno fatto quei grandi strateghi e illuminati di Graziella Mascia, Giordano, Migliore, Alfonso Gianni, ecc., e sopp. mi pare che il pensionato presidente della camera a quanto ammonta la sua pensione sicuramente qualche migliaiodi euro sicccccccc.) tal Bertinotti non lo fila proprio più nessuno.
E quel tal filosofo di VENDOLA che probabilmente verrà sacrificato sull’altare da D’ALEMA per avere l’alleanza con UDC alle regionali della PUGLIA, quello che voleva la grande alleanza di tutta la sinistra e infatti è rimasto solo lui e Fava, mi pare che gli altri si siano ormai defilati, ma pensate che grandi dirigenti che erano ma eravamo così ciechi per non accorgersene dei loro misfatti.
Il muso l’abbiamo pestato per bene contro il muro per accorgercene, spero che errori di questo genere non se ne facciano più.
Un abbraccio fermamente COMUNISTA.
Novembre 14th, 2009 at 00:24
Grazie a Pietro per la spiegazione (scusate ma sono ingeGNere iNIoro molte cose che riguardano il fisco :D).
Una cosa però: ho letto in questi giorni che un sacco di precari sono stati costretti ad aprire la Partita Iva (fiscalmente più conveniente per i datori di lavoro). A questi precari l’operazione del governo conviene?
Novembre 14th, 2009 at 05:47
Bravo Massimiliano!
Novembre 14th, 2009 at 10:58
massimiliano hai detto bene andro’ in sl
Novembre 14th, 2009 at 12:13
Finalmente!
Alessio ci ha comunicato che se ne va!
In realtà lui se ne è andato già da un pezzo, però voleva ancora far credere di essere un elettore del prc.
Caro Alessio, quelli come te ci hanno fregato una volta. Non accadrà di nuovo, mettiti il cuore in pace.
ciao
Novembre 14th, 2009 at 12:47
Vedo solo ora i commenti.
Ringrazio Pietro per la precisazione.
Certo fa riflettere sull’analfabetismo di ritorno che subiamo il fatto che non si conosca una cosa grande come una casa e cioè la differenza tra la trattenuta alla fonte che caratterizza lavoratori dipendenti e pensionati e la dichiarazione dei redditi fatta da coloro che pagano direttamente le tasse. si tratta di un punto fondamentale su cui avviene in italia un diverso trattamento fiscale e su cui sono maturate una montagna di ingiustizie. Credo che dovremo ricominciare a fare formazione politica di base, distinguendo bene la descrizione dei fatti dai commenti perchè oramai a sinistra viviamo in un mondo di commenti in cui scompare semplicemnte la realtà.
Novembre 14th, 2009 at 14:34
Sì Paolo, però ci sono anche le situazioni intermedie. Ci sono cioè dei dipendenti che hanno la trattenuta, ma avendo loro anche una attività propria (es. di consulenza) devono fare comunque la dichiarazione dei redditi, per cui spesso devono pagare un conguaglio (perchè il reddito da dipendente + quello da consulente può far superare uno scaglione e quindi bisogna pagare al fisco la differenza). In più c’è l’acconto che ogni anno bisogna pagare al fisco per l’anno successivo. Da quel che ho capito, il governo ridurrà l’acconto di quest’anno (rimandando il pagamento della parte socntata quest’anno).
Evidentemente non tutti pagano l’acconto (i dipendenti che non pagano nemmeno il conguaglio perchè hanno solo la busta paga da dipendente) e quindi non hanno benefici dall’operazione fatta dal governo.
Ho detto castronerie, stavolta?
Novembre 14th, 2009 at 17:49
Concordo col commento di Paolo Ferrero.
Mi iscriverò volentieri ai corsi di formazione di base di RC, quando vedrò il suo segretario seguire i corsi di diritto costituzionale e internazionae che RC vorrà organizzare.
I commenti in materia di incostituzionaltà della guerra in Afghanistan postati dal segretario di RC mostrano infatti la giustezza del suo commento circa il fatto che “viviamo in un mondo di commenti in cui scompare semplicemente la realtà”…
Igor
p.s. per onestà intellettuale, ex elettore di RC dal Congresso di Chianciano
Novembre 14th, 2009 at 18:56
Paolo, non credi che sia ora di dimenticare i rancori e i risentimenti, di mettere da parte i personalismi, e riunirsi con Nichi e con gli altri compagni del MpS e di Sd?
La vogliamo fare questa Sinistra di alternativa, che ce n’è bisogno e tanto nella società italiana?
Migranti, studenti, precari, nuovi sfruttati, donne, movimenti, stanno tutti aspettando non la resurrezione del Partito comunista ma la fondazione della Sinistra!
Nei territori tutti i migliori compagni stanno migrando verso SeL, i circoli di Rifondazione si stanno trasformando in parodie del PMLI… quanto ancora deve durare questo stillicidio, questo lento suicidio a bassa intensità?
Lo vogliamo mettere l’orgoglio da parte per amore dei deboli e degli indifesi, che hanno bisogno di una grande casa che li difenda e incoraggi?
Per favore, Paolo… guarda in faccia la realtà, state trascinando un’organizzazione politica di alto livello, quale era Rifondazione, in un dirupo di sloganismo e pressappochismo populista.
O dobbiamo noi militanti di base, dai territori, iniziare a disobbedire alla Segreteria e formare sedi di unità?
Novembre 14th, 2009 at 19:03
Caro segretario se non è ignoranza è certamente malafede e comunque i media di adesso non aiutano certamente la corretta comprensione.Tante campagne della destra del resto si fondano soprattutto su slogan buttati lì (..accorciare i tempi della giustizia…le ronde per la sicurezza dei cittadini…il taglio dell’irpef…meno tasse..eccc)che ascoltati con superficialità alla tv senza approfondire,senza svelarne i trucchi,come fà la maggioranza degli italiani,vengono condivisi.Ricordiamoci che l 80% degli italiani si fà un idea politica esclusivamente su ciò vede alla tv.Ben venga quindi la formazione politica di base,alla quale parteciperei anch’io come fruitore mediamente ignorante.
Novembre 14th, 2009 at 20:04
Caro segretario, quella sulla “formazione politica di base” è una buona idea. Dici che ormai “a sinistra viviamo in un mondo di commenti in cui scompare semplicemente la realtà”. Questi commenti, come li chiami tu, si sono forse sostituiti a quella costruzione mistificante che Marx chiamava ideologia? Non voglio spostare il piano del discorso, ma la scomparsa pura e semplice della realtà, magari all’interno di discorsi vuoti, non è precisamente uno degli effetti propri dell’operare ideologico inteso in senso marxiano? Non ti pare che il fenomeno sia più generale e non riguardi solo il ‘mondo’ della sinistra? A me sembra che viviamo in un mondo saturo di comunicazione, nel quale tutti parlano di tutto poiché nessuno sa niente di niente. Anzi, il non sapere è la conditio sine qua non di molti dibattiti e di tutti i cosidetti talk show. Cosa fanno la maggior parte dei politici oltre ad alzare la voce e a tentare di delegittimare l’interlocutore senza entrare nel merito di nulla?
Pensiamo solo a come il senso di molte parole importanti -ad es. ideologia- sia di fatto stravolto. Se uno inizia una discussione seria sull’Irpef verrà accusato di essere ideologico o, peggio, ideologizzato. Come mai i lavoratori non sono in grado di riconoscere e determinare il proprio interesse? Ricordi il referendum sul Welfare? Come mai votano per Berlusconi? Propaganda? Ma questa deve trovare terreni, menti preparate alla bisogna. A me Berlusconi sembra come Vanna Marchi, tanto che come per la seconda mi sono sempre chiesto: ma come si fa a non vedere che è un venditore di patacche? Penso che la politica, quella con la P maiuscola, debba recuperare un rapporto strategico con la verità, con la sua costruzione collettiva. Penso che sacrificare il ‘Discorso’ alla strategia di breve o brevissimo tempo sia una delle cause di questo pessimo andazzo, di questa situazione in cui è difficile anche spiegare cose apparentemente semplicissime o, come scrivi tu, grandi “come una casa”. Non solo, penso che ciò attenga anche al piano della questione morale. Siamo infatti di fronte a un fenomeno corruttivo dirompente e dilagante, che ha già prodotto uno scollamento evidente fra mondo politico e mondo della realtà: come se questi potessero davvero essere indipendenti l’uno dall’altra. Eppure è così, o mi sbaglio? Non molto tempo fa riguardavo i “Comizi d’amore” di Pasolini e devo dire che ho provato meraviglia per l’intelligenza, la sensibilità di quegli sguardi, di quei commenti. Mi sono chiesto se sarebbe possibile oggi fare un’operazione di quel tipo e con quali risultati. Francamente non sono riuscito a fare nessuna ipotesi, tanto ritengo sia peggiorata, proprio antropologicamente, la situazione. Se vogliamo davvero rimetterci in moto, credo sia necessario affrontare anche questi nodi, riconsegnare la politica al piacere-dovere della ricerca, al piacere-dovere del Discorso di verità, al di là delle piccole strategie. Penso che questa, a lungo termine, possa essere una grande strategia, ma naturalmente non mi ritengo depositario di nessuna verità assoluta: quella lasciamola agli assolutisti come Ratzinger.
Un saluto a pugno chiuso
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!
Novembre 14th, 2009 at 23:32
Per Giulia & Francesco
Sinistra e libertà addio, scissione a colpi di mouse
di Matteo Bartocci
su il manifesto del 14/11/2009
Sinistra e libertà, di fatto, non c’è più. O se sopravvive a se stessa sarà radicalmente un’altra cosa. Riccardo Nencini ha ufficializzato ieri l’addio dei socialisti al congresso dei radicali a Chianciano. Il segretario del Psi rompe con gli alleati rosso-verdi delle europee e propone per le regionali di marzo un «triciclo» di socialisti, Pd e radicali che preluda «a un nuovo centrosinistra in grado di proporsi come alternativa di governo al centrodestra». Un addio talmente rissoso che perfino il sito Web di Sinistra e libertà viene oscurato e al suo posto una mano pietosa ha scritto «Portale in manutenzione».
Dopo l’uscita dei Verdi dovuta alla vittoria «ecologista» di Angelo Bonelli ora anche un altro socio fondatore come il Psi se ne va. Nei ranghi della «nuova sinistra» per ora restano, di fatto, solo gli sconfitti dai vari congressi (ex Pds, ex Prc, ex Pdci, ex ambientalisti) più alcuni indipendenti candidati alle europee. Il travaglio però potrebbe non essere finito. Le scosse telluriche si estendono adesso anche alla pattuglia di Sinistra democratica di Claudio Fava e Fabio Mussi - convinta fin dalla nascita sulla rotta a sinistra ma spaccata sull’addio dei socialisti - che nel pomeriggio si chiude in conclave.
Dalla sconfitta di giugno in poi (3,2% alle europee) il cammino di Sel è stato quantomai accidentato. L’ala vendoliana e Claudio Fava (segretario di Sd) hanno insistito a più riprese sulla necessità di costruire da quell’esordio un vero partito, con un congresso fondativo, tesseramento e organigrammi definiti. Ma i soci già strutturati in partiti (Sole che ride e Psi), di riffa o di raffa, hanno sempre frenato. Dopo infinite diatribe sul filo della rottura si trovò una mediazione con un’assemblea nazionale il 19 dicembre ma senza elezione del portavoce e senza tessere. In sostanza, un appuntamento politico senza ricadute organizzative.
La situazione però è precipitata sul «caso Toscana». Nencini e i socialisti avevano deciso da tempo di presentarsi alle regionali di marzo con la lista locale del Pd «Toscana democratica» (pare, anzi, che avessero già contrattato un assessore e almeno un posto di peso nel consiglio regionale). Gli altri soci, invece, volevano presentarsi come Sinistra e libertà. Lo statuto però prevede l’unanimità di vedute sui simboli elettorali. Lite furibonda e nuovo compromesso esilissimo: la lista rosso-verde in Toscana non si presenta. Ci sarà solo in tutte le altre 12 regioni. Di fatto, visto che le decisioni ormai sono già prese a Roma, l’assemblea del 19 è ormai svuotata di peso politico.
Pochi giorni fa però «Toscana democratica» ha iniziato a vacillare e si è sparsa la voce che Nencini non abbia escluso una sua candidatura direttamente col Pd e non con Sel. Il segretario però smentisce, definendola un’indiscrezione diffusa «da chi ha intenzione di far saltare del tutto il progetto di Sinistra e libertà, facendola diventare un appendice di Rifondazione comunista».
Lo showdown avviene giovedì pomeriggio. I toscani si precipitano al coordinamento nazionale per chiedere che a questo punto Sel si presenti anche a Firenze e dintorni. I toni degenerano, Marco Di Lello - numero 2 del Psi - lascia la riunione infuriato e se ne va prima della fine. Anche Sd si spacca, metà dei presenti non vogliono rompere con i socialisti, l’altra metà insiste sull’alleanza con Vendola. La questione finisce ai voti e si approva a maggioranza un altro dispositivo di compromesso: Sel si presenta intanto alle primarie regionali. Non è chiaro se il testo approvato dovesse essere divulgato, come di consueto, sul sito Internet di Sinistra e libertà.
Sta di fatto che quando appare on line apriti cielo. Per i tesorieri del Psi e dei Verdi ma anche di Sd (Oreste Pastorelli, Marco Lion e Marco Fredda) quella decisione è «illegale». Per questo scrivono una e-mail infuriata ad Antonello Falomi, ex senatore e coordinatore Internet. «Caro Antonello, - si legge nel testo - ti comunichiamo la nostra decisione di sospendere l’aggiornamento del sito compreso i Blog. Ti chiediamo, inoltre, di rimuovere qualsiasi riferimento a presunti documenti approvati dal coordinamento nazionale nella giornata di ieri. Un cordiale saluto. Marco Fredda». Altrettanto infuriata l’immediata risposta del «vendoliano» Ciccio Ferrara ai tesorieri: «Caro Marco, francamente la vostra decisione (…) mi risulta incomprensibile. Si possono non condividere le decisioni assunte ma non per questo soggette a veti. In questo caso in quanto rappresentante legale di uno dei soggetti fondatori di SeL, faccio notare che la vostra decisione è fuori dai deliberati statutari in quanto i tesorieri come da statuto hanno solo la responsabilità economica, finanziaria e contabile di SeL. Saluti Francesco Ferrara». Esauriti i convenevoli, i socialisti - a quanto pare gli unici possessori delle password Web - oscurano per ritorsione il sito.
Nel frattempo Nencini da Chianciano lancia l’amo ai radicali e al Pd. E dopo la Toscana anche il Lazio si prepara a lasciare Sel. Atlantide Di Tommaso, segretario della federazione romana del Psi, annuncia liste autonome alle regionali e prepara una serie di contatti, già nei prossimi giorni, con amministratori del Pd «esperti e validi come Montino, Gasbarra e Zingaretti, con cui i socialisti hanno avuto e hanno ottimi rapporti».
La frittata è fatta. In serata c’è chi lavora intanto almeno ad un sito bis: http://www.sinistraecologialiberta.it. Nei partiti virtuali le scissioni si fanno anche a colpi di mouse.
Novembre 15th, 2009 at 02:02
Col dente avvelenato eh?
Il segretario lo sa il diritto costituzionale, detto questo si vogliono sollevare le missioni in sede di corte costituzionale? ho i miei dubbi.
Non facciamo polemiche.
Novembre 15th, 2009 at 02:57
Caro igor,dibatto spesso volentieri con te anche se la pensiamo diversamente su alcuni argomenti,ma mi risulta incomprensibile la tua ostinazione a far digerire come legittima la missione di “pace”in afghanistan.Ho notato infatti che ne parli spesso nei post,definendo il ritiro dei nostri militari non una priorità.Anche fosse missione legittima,i fatti dimostrano con evidenza che almeno “di pace”non si tratti.A questo proposito ti invito a dare un occhiata qui
http://it.peacereporter.net/parolachiave/1/afghanistan
o sul sito di emergency e dimmi poi se per quelle migliaia di persone,civili,donne bambini, sia di qualche utilità la “nostra”missione.Senza polemica e senza retorica,i valori etici e morali che so che condividiamo non sono compatibili con le sofferenze di quelle popolazioni.Ti saluto cordialmente
Novembre 15th, 2009 at 08:15
Caro Giulio Natale, vedo che hai riportato l’articolo del Manifesto di ieri sulla defunta neonata SL. Benfatto: costoro non leggono neppure i giornali! Sempre sulla ‘neonata defunta’, mi permetto di consigliare la lettura del pezzo di oggi (taglio basso prima pagina Manifesto) di quel bravo spadaccino di Robecchi: buon divertimento.
No alle ammucchiate. Se vogliamo riguadagnare la fiducia perduta dobbiamo fare chiarezza, accendere lumi. Meglio soli che male accompagnati, se la nostra storia recente ci ha insegnato qualcosa.
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!
Novembre 15th, 2009 at 13:53
x giulio e francesca
Venite a parlare a noi di rancori e risentimenti?
Il congresso di chianciano ha sancito democraticamente che il bertinottismo era finito.
A quel punto, i bertinottiani hanno deciso di andarsene.
Adesso, cosa cercate? Le persone serie avrebbero fatto due cose: o sarebbero rimaste nel partito, oppure lo avrebbero abbandonato senza rivendicare nulla.
Dovete mettervelo in testa: i comunisti ancora ci sono e ancora HANNO DIRITTO DI VOTO. Fatevene una ragione.
Novembre 15th, 2009 at 14:53
In relazione ai post 18 e 19, desidero rispondere, poi, evidentemente non tornerò piú su questo argomento in questo sito.
Una risposta a Roberto. Leggere l’art. 11 della Costituzione non significa saperlo interpretare, né significa saperlo interpretare sistematicamente. Conoscere il diritto internazionale e il diritto costituzionale (l’art. 11 va difatti letto alla luce del diritto internazionale) non significa affatto limitarsi a leggere un testo della Costituzione o dello Statuto delle Nazioni Unite. Perché non basta. Occorre molto di piú. Al contrario della Germania, non esiste in Italia il metodo del ricorso diretto e individuale alla Corte Costituzionale. Dunque, non credo che su questo punto sarà possibile un esame della Corte Costituzionale, sebbene il finanziamento delle missioni venga disposto con atto normativo. Ma attenzione, e qui sono sicurissimo che il Segretario saprà argomentare diffusamente su chi è il custode della costituzione (…), se la Corte riuscisse in qualche modo a sindacare l’atto di finanziamento, si aprirerebbe una questione notevole di diritto costituzionale su chi ha il potere di decidere, nel nostro ordinamento costituzionale, in materia di uso della forza all’estero.
Su chi fosse il custode della costituzione ebbero a discutere molti anni fa Schmitt e Kelsen e la questione, in fondo, non si è ancora chiusa anche se si è evoluta nel senso indicato dal Kelsen. Ne vedremo dunque delle belle anche da noi (la bocciatura del lodo Alfano, infatti, ha riaperto politicamente la questione, come tutti possiamo ben vedere).
Ad Alessandro voglio solo dire che non ho mai pensato che non ci si debba ritirare dall’Afghanistan. Sono favorevole al ritiro. Ho solo espresso due convinzioni e ora spero che mi permetterai di esprimerne una terza.
1) Secondo me la missione non è incostituzionale, perché si inquadra nel diritto di legittima difesa collettiva ed è dunque perfettamente costituzionale (al contrario di quanto sostenuto in passato dal Segretario). Dei profili legali di dubbio, dal punto di vista del diritto costituzionale e internazionale, possono sussistere in ordine all’intervento NATO in difesa colletiva e dunque relativamente alla dottrina strategica della NATO, questo certamente sì; ma se la missione avvenisse su base ad hoc fuori del quadro NATO non avrei alcun dubbio in merito alla compatibilità sua con l’art. 11;
2) io ho detto che, dopo il ritiro dall’Iraq, la priorità del governo cui partecipava RC non poteva né doveva essere il ritiro dall’Afghanistan, per tutta una serie di ragioni di politica interna (stabilizzare il governo) e di politica internazionale (ci fossimo ritirati non avremmo risolto nulla, gli americani avrebbero aumentato il proprio contigente li e ci sarebbe stato chiesto di rischierare i soldati magari in Bosnia o in Libano; aggiungo poi che neanche la Spagna di Zapatero, cioè un governo piú a sinistra di quello dell’Unione, si è sognata di fare ciò che chiedete voi e non credo sia un caso);
3) continuare a chiedere il ritiro dall’Afghanistan mina la possibilità di creare un governo, dopo l’attuale, che riesca a fare gli interessi concreti del paese, perché semplicemente la questione in questo momento, come forse nei prossimi anni, è irrisolvibile nel senso da voi domandato. Per risolverla occorrerebbe creare un contesto internazionale diverso dall’attuale, dalla pace tra Israele e palestinesi, per arrivare fino alla pace tra India e Pakistan. Tutto quel contesto geopolitico è estremamente complesso e richiede un consensus internazionale di azione duraturo negli anni per rimettere a posto tutti i tasselli. Non credo che basteranno neanche 8 anni di Obama, specie se poi dovessero tornare i repubblicani.
Ribadisco, infine, che sono in disaccordo con la linea intrapresa. Una maggiore durezza anche nei commenti, in particolare dinanzi all’aggressività della destra, va benissimo. Ma questa deve essere accompagnata da un’analisi seria e approfondita della realtà e da proposte concrete e fattibili, non da irrealtà. Altrimenti il commento diventa una sparata demagogica e populista (di sinistra) in cui appunto scompare la realtà…
Un caro saluto,
Igor
p.s. la scorsa estate ho letto i lineamenti di dottrina pura del diritto del Kelsen. Nel libro, a p. 60 (ed. Einaudi del 2000) è riportata questa frase: “La conoscenza tornerà sempre a squarciare i veli con cui la volontà avvolge le cose”. Penso che sia una frase che dovremmo scolpirci in testa tutti quanti e che verrà utile, spero, nell’Italia del post Berlusconi se mai ci sarà…
p.p.s. mi duole molto ammetterlo, ma la proposta di Casini di riproporre un lodo alfano per via costituzionale è molto più seria di tante sparate fatte a sinistra su farsi processare. È chiaro che, visto che l’uomo Berlusconi non si farà mai processare sfruttando la sua maggioranza parlamentare e vista l’incapacità di tutte le opposizioni di buttarlo giù, per evitare che Berlusconi distrugga tutto il nostro ordinamento è meglio offrirgli una via di uscita che limiti i danni. Forse è il male minore, ma almeno evita la desertificazione di tutto il sistema. Anche qui sarei grato di conoscere la posizione del Segretario magari dopo un’attenta lettura del testo della sentenza della Corte che ha cassato il Lodo Alfano.
Novembre 15th, 2009 at 18:29
S&L si è dimostrata essere una operazione finalizzata a rubare voti al PD (e a PRC), ma, ora che il PD apre alle alleanze, PSI e Verdi hanno pensato bene di staccarsi da S&L per avere maggiore visibilità, in una possibile alleanza con il PD.
A onor del vero c’è da dire che molti del PSI non vedevano di buon occhio la vicinanza di alcuni partiti di S&L con PRC… C’è stato un dibattito interno piuttosto acceso, e poi ha prevalso la linea identitaria (e opportunistica, secondo me).
Insomma, non credo che commetterò più l’errore di votare S&L… Tra le vicende della giunta Vendola e queste ultime schifezze, sono abbastanza disgustato.
Novembre 16th, 2009 at 00:57
Caro Igor il tuo fiume di analisi politologiche mi ha convinto poco anche perchè alla fine solleva ancora più dubbi, fino allo sfociare nella fantapolitica,cioè per finire una missione che a tutti gli effetti è di guerra (e sfido anche la nato a dimostrarmi il contrario,altrimenti vorrei che tornassimo all’accezione etimologica della parola guerra)dovrebbero finire prima tutte le altre,e con questo metodo non ne finirebbe nemmeno una.Io ti chiederei a volte,di non usare solo il pragmatismo della politica,nella quale vedo sei preparato,ma di avere un approccio un po più umanista alle cose.Questo non per fare demagogia,cosa sicuramente sbagliata,ma proprio per aver il coraggio di “cambiare”la politica,troppo spesso intrisa di tatticismi,manovre di palazzo,bugie intrighi e cavilli legali e burocratici che,di fatto l’hanno allontanata dai cittadini che la sentono sempre più lontana e incomprensibile.Non sto facendo un discorso qualunquista,badabene,anzi io apprezzo le persone preparate e rifuggo i pressapochisti,penso proprio che la politica,per tornare ad essere tale,deve riequilibrare la vicinanza alle persone,alle loro emozioni,ai loro disagi.Io come persona sono a disagio sapendo che soldati del mio paese sono in afghanistan non a combattere i talebani(?) e difendere il “democratico”fantoccio karzai,ma per tutta un serie di motivi geopolitici,dagli oleodotti della unocal in poi.Quanto più rimangono lì,mettono in pericolo loro stessi, non fanno certo del bene a quel popolo provato da sofferenze indicibili di decenni di guerra,al fine di far guadagnare ai soliti noti fiumi di greggio e gas provenienti dal turkmenistan.Questi motivi sono per me sufficienti per chiedere il rientro quanto prima possibile delle nostre truppe e la fine dell’ipocrisia della missione di pace.Ti ringrazio e ti saluto
Novembre 16th, 2009 at 13:04
Secondo me i soldi andrebbero spesi meglio, in politica estera. Spero che con l’elezione di Mr. Pesc l’Europa agisca in modo più coeso e prudente, in politica estera. E’ chiaro che nel conflitto medio-orientale ci siamo entrati per colpa della politica allarmistica di Bush, che ha trascinato i governi più timorosi (soprattutto di essere tagliati fuori dalle grandi discussioni di politica internazionale).
Novembre 16th, 2009 at 15:15
La Repubblica ci guarda compagni (domenica l’ultima con un corsivo spiritoso quanto un funerale). Lo stesso giornale che ignora le nostre iniziative è sempre pronto però a prenderci per i fondelli.
Complimenti: che stampa libera che siete!
Quando Paolo va davanti una fabbrica muti, quando magari si scambiano opinioni qui si ci fa un corsivo velenoso… barvi non c’è che dire.
Novembre 16th, 2009 at 15:45
Caro Alessandro,
come ho detto nel mio post precedente, chiudo qui la questione e non ci tornerò piú sopra, non voglio piú spendere un fiume di parole (che io chiamerei piuttosto argomenti, ai quali comunque non si risponde), come dici tu, su argomenti sui quali pare, ormai, impossibile comprendersi.
Giusto una precisazione, cioè che io non ho detto che per finire una missione ne devono finire altre, ho detto che per finire quella missione occorre un’opera, che mi pare improbabile anche con l’amministrazione Obama, di pacificazione di un’area che va almeno da Israele fino all’India. Mi pare un compito improbo per l’Amministrazione Obama, figurarsi per un governicchio come quello italiano, specie di questi tempi.
Quanto al pragmatismo e ai valori, le due cose, per quanto mi riguarda, si tengono insieme. Non esistono disgiuntamente. Se prendo solo il pragmatismo non ci faccio nulla, ma nemmeno coi valori da soli ci faccio nulla se non sono in grado di metterli in pratica.
Cari saluti e in bocca al lupo,
Igor
Novembre 16th, 2009 at 19:15
Una settimana fa Don Gallo ha detto al concerto della chiamata” bisogna essere contro il Berlusconismo di destra e sinistra”, camminiamo da soli e troveremo molti alleati senza reggere il sacco ai bidonisti, se costruiamo un punto di riferimento valido riusciremo ad aggregare gli ex e nuovi soggetti, chiariamo la prospettiva, siamo ancora l’unico soggetto non addomesticato !
E in quanto agli ex dirigenti hanno mostrato tutta la loro pochezza politica !
Novembre 16th, 2009 at 19:24
Caro Paolo, Ci vuole qualcosa di piu di uno sciopero generale ,uno sciopero generale prolungato , una lista di rivendicazioni da portare nelle elezioni anticipate, ci vuole uno scrollone che cacci giu tutto il parassitivismo del potere italiano. bisogna porre al potere l’alternativa tra repressione e mollare qualcosa col rischio che ne deriva….ma se non si accettano rischi si fa solo chiacchere…, il popolo comunque è stufo e cerca un punto di riferimento!
Novembre 17th, 2009 at 00:36
Sono contento che SeL sia in crisi, un cartello di affaristi (tranne forse i Verdi) nato apposta per toglierci voti.
Sono daccordo con walter cpf genova, ma oltre ad uno sciopero generale prolungato propongo boicottaggi di prodotti specifici (in questo senso GAP e GAS potrebbero essere utili) e occupazoini e autogestioni genralizzate in tutte le aziende, non solo in quelle chestanno per chiudere.
Novembre 17th, 2009 at 00:47
Ho trovato l’articoletto di Repubblica citato da Roberto:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/11/15/accanimento-terapeutico.html
Repubblica evidentemente non apprezza chi discute liberamente e seriamente, perchè la discussione libera è tipica dei paesi democratici, e Repubblica non vuole un paese democratico, vuole solo che al gruppo di potere di Berlusconi si sostituisca quello di De Benedetti.