Don Santoro. La risposta di Paolo Ferrero a Carta
10 Novembre 2009
dal sito di Carta, http://www.carta.org/campagne/partecipazione/democrazia/18806
Caro Gigi,
come forse saprai, il Prc non è una caserma ed è possibile che si abbiano idee e posizioni diverse sullo stesso argomento. Le mie le conosci, ma – per completezza d’informazione – te le allego nella fattispecie di comunicato stampa scritto e reso pubblico «a caldo» il giorno stesso della rimozione di don Santoro, a firma mia e del compagno Alfio Nicotra a nome del partito della Rifondazione comunista.
Il comunicato mi pare abbastanza chiaro e non credo di aver letto prese di posizione così nette da parte di altri partiti. Del resto sono stato ospite della comunità delle Piagge poche settimane fa in occasione dell’assemblea su «Democrazia a chilometro zero» e ho potuto in quell’occasione farmi di persona una idea dello splendido lavoro portato avanti da don Santoro.
Da valdese, poi, ho una particolare idiosincrasia per le repressioni attuate in nome della dottrina cattolica perché alcune decine di migliaia di miei avi ne hanno subito le conseguenze finendo impalati, bruciati, sgozzati o semplicemente messi su una galera a remare.
Per quanto riguarda le opinioni espresse a titolo personale dal segretario provinciale del Prc di Firenze, le considero, com’è evidente, completamente sbagliate ma, per fortuna, Rifondazione è un partito in cui è anche possibile sbagliare. Ho espresso con una certa vivacità le mie opinioni al compagno Malpezzi e confido che possa ricredersi ma da noi – a differenza che nella chiesa cattolica – si discute e non si scomunica né si sospende a divinis. Sperando che tu possa apprezzare questa sottile differenza e nel confidare che Carta avrà la stessa attenzione mostrata in questo caso relativamente a tutte le altre prese di posizione del Prc o di qualche suo esponente, ti saluto con la consueta cordialità.
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