Muro di Berlino, Il muro era da picconare ed è giusto che sia caduto ma i potenti che festeggiano hanno usato la sua caduta per aumentare le ingiustizia sociali. Oggi serve più che mai un socialismo pienamente democratico.
9 Novembre 2009
Il muro di Berlino era da picconare ed è giusto che sia caduto ma i potenti che stanno festeggiando hanno utilizzato in questi vent’anni la caduta del muro non certo a favore della libertà e della giustizia sociale. I potenti hanno usato la caduta del muro come simbolo per affermare il loro strapotere, aprendo una stagione di guerre e aumentando a dismisura lo sfruttamento dei popoli. La stessa crisi economica che stiamo vivendo è il frutto di quel capitalismo liberista che ci ha ammorbato in questi venti anni.
Festeggiamo quindi la caduta del muro non per glorificare il capitalismo, che tanti danni ha fatto e sta facendo, ma per rilanciare con più forza la lotta per la libertà e la giustizia. Vogliamo rifondare il comunismo a partire dalla centralità del tema della libertà perché siamo convinti che il socialismo senza la libertà non sia socialismo. Vogliamo rifondare il comunismo perché oggi più che mai c’è bisogno di dare una speranza a chi sta subendo le ingiustizie del sistema, c’è bisogno di un socialismo da costruire nel pieno rispetto della libertà, della democrazia, dell’ambiente.
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Novembre 9th, 2009 at 21:51
Quindi c’è bisogno di un socialismo come quell di Chave (rispetto di libertà, democrazia e, un po’ meno, ambiente).
Novembre 9th, 2009 at 22:22
Giusto segretario,
i veri valori del socialismo sono stati trasgrediti ed è stato corretto abbattere quel muro in nome della libertà e della giustizia. Purtroppo con il muro sono crollate le speranze di molti che credevano nella nostra ideologia, speriamo che Rifondazione riesca a ripristinarle mantenendo il giusto equilibrio e attuando senza trasgressione alcuna i principi di libertà,uguagliaza, pace, giustizia, solidarietà
Novembre 9th, 2009 at 23:45
Il linguaggio che adotta Ferrero è poco chiaro. Egli parla di socialismo e comunismo come se fossero la stessa cosa. E’ bene chiarire una volta per tutte che i paesi dell’est non erano comunisti, ma socialisti, per la semplice ragione che il comunismo coincide con l’estinzione dello Stato. La locuzione tanto diffusa “crollo del comunismo” non ha quindi nessun fondamento scientifico, in quanto il comunismo, coincidendo, appunto, con l’estinzione dello Stato, non si è realizzato in nessun paese del mondo.
Novembre 10th, 2009 at 00:12
eppure da li bisogna partire o vedere Cuba e ora Venezuela ,il movimento reale ,liquidare con la semplice ma difficile dicotomia libertà giustizia un percorso certo sofferto ma reale di eliminazione della proprieta privata dei mezzi di produzione misembra azzardato, oltretutto eminenti storici di centro sospendono il giudizio storico sullo stesso Stalin….
Novembre 10th, 2009 at 00:59
@Francesco
Chavez non è proprio un paladino della libertà, eh. Ha fatto chiudere una cinquantina di radio libere…
Novembre 10th, 2009 at 09:44
Certo che gioire per la caduta del muro nell’ottica di una rifondazione più giusta è un progetto estremamente ambizioso.
Con le forze che abbiamo in campo si vorrebbe ricostruire un sistema socialista mondiale che è costato milioni di morti e torturati? O si pensa di fare una riserva socialista in un paese solo? Anche tale compito lo vedo irrealizzabile per svariati motivi.
Ma di cosa stiamo parlando?
Novembre 10th, 2009 at 09:45
Personalmente maledico e continuo a maledire la caduta del muro di Berlino.
Da quel momento i capitalisti ed i governi liberal-borghesi hanno pigiato sull’acceleratore per disintegrare lo stato sociale, per abbattere i salari e per rendere precario il lavoro.
Inoltre hanno attaccato le pensioni e rubato i TFR.
Oltre l’ex muro, invece, è dilagata la mafia, sono aumentate le puttane, pardòn le escort, le droghe ed il disordine.
Come effetto collaterale, sono arrivati da noi un bel po’ di migranti dell’est che si sono aggiunti a quelli del sud rendendo il mercato del lavoro più caotico e ricattabile.
Questta è un’analisi somamria largamente condivisa da molti miei amici e compagni, specie dai più anziani (50enni).
Forse il partito di Rifondazione e tutta la sinistra atomizzata in partitini dovrebbero scendere con i piedi più in terra per capire il perchè di tanta emorragia di voti.
E non gioire per la caduta del muro.
Novembre 10th, 2009 at 10:22
Giugno 2009: il ‘Berliner Zeitung’ rivela i risultati del sondaggio:
Il 49 per cento degli intervistati è convinto che «la Ddr aveva più lati positivi che negativi. C’era qualche problema, ma si viveva bene».
Un altro 8 per cento va ancora oltre ed afferma che «la Ddr aveva soprattutto aspetti positivi. Si viveva più felici e meglio di quanto si fa oggi nella Germania riunificata».
Novembre 10th, 2009 at 15:00
caro francesco il comunismo se capisci il marxismo-leninismo è più fattibile adesso che nel 1917. è adesso che ci si può arrivare perchè il sistema capitalista si è sviluppato ancora di più. infatti lenin quando ha vinto nel 1917 contava sulla rivoluzione tedesca dove il capitale era più avanzato. marxista-leninista operaio
Novembre 11th, 2009 at 00:14
Sarò pessimista io, andrea, ma vedi che, in Italia, abbiamo difficoltà pari a quelle russe di allora, perché è vero che il capitalismo sviluppandosi si indebolisce, ma in Italia il proletariata è assai più debole che nel passato. Inoltre non abbiamo un Lenin che ci possa guidare o indicare la strada.
@ Michele: Chavez ha chiuso giornali, radio e televisioni, solo che quei goirnali radio e televisioni incitavano tutti i giorni ad ucciderlo. Infatti molti organi di informazione hanno avuto un grosso ruolo nel colpo di stato che ha subito nel 2002.
Novembre 11th, 2009 at 01:00
Andrea, secondo me ti sbagli. Negli ultimi decenni la gente comune parla sempre meno di ideologie. In particolare, si parla sempre meno di ideologia socialista. In generale c’è molta disaffezione nei confronti della politica. Inoltre la classe operaia è sempre più ridotta, numericamente. Attenzione, non significa che ci siano più persone benestanti.. anzi, forse sono sempre di meno. Ma manca la cultura rivoluzionaria (forse anche perchè negli anni ‘70 è sfociata nella violenza insensata di alcuni gruppi armati).
A me basterebbe che il livello di istruzione medio salisse un po’, che la gente leggesse di più e diventasse più consapevole dei modi (pacifici ma radicali) di uscire da una condizione di sudditanza psicologica ed economica.
Novembre 11th, 2009 at 10:12
Continuo ad essere in sintonia con Ferrero. Personalmente, non nutro nessuna nostalgia per il sistema dei blocchi contrapposti, per la guerra fredda e, tantomeno, per il Pci. Sono sempre stato comunista e siccome ho sempre ritenuto che, come scrive Raffaele Piccoli, “i paesi dell’est non erano comunisti”, quando cadde quel muro maledetto festeggiai davvero, anche se assieme a pochi compagni. Per i più, e spiace doverlo constatare ancora oggi, l’evento rappresentò veramente la fine, la caduta del comunismo. Francamente trovo sconcertante che circolino tanti nostalgici. Secondo il mio modesto parere, uno degli errori più gravi che si compirono nell’esperienza sovietica, di cui dobbiamo fare tesoro e che dobbiamo rivendicare assieme a tutta la storia del movimento operaio e non solo, fu l’assunzione acritica e generale della neutralità dei mezzi. Ma i mezzi non sono mai neutri: l’industria, il sistema industriale ha le sue regole, indipendentemente dal sistema politico che gli si costruisce intorno. L’alienazione che il modo di produzione industriale produce è variabile dipendente dell’industria stessa e non certo di qualche altra sovrastruttura. Quando cominceremo a parlare apertamente di decrescita e a mettere sotto la lente della critica i concetti stessi di sviluppo, di progresso, di democrazia? La nostra storia non va rivendicata per nostalgia, ma perché è piena di futuro! Contro le devastazioni della terra, delle culture e dei corpi operata dal capitalismo non c’è nessuna alternativa valida se non il comunismo. E, per usare le parole del segretatio, per questa alternativa vale la pena di spendere una vita.
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!
Novembre 11th, 2009 at 15:37
Non ci puo essere un giudizio imparziale e obiettivo, è noto che i ceti proletari dell’est preferiscono il socialismo reale che c’era con tutte le sue stolture, perchè garantiva un minimo di benessere a tutti, mentre nel capitalismo 2/3 della popolazione hanno problemi di sfamarsi, andate a chiedere ai proletari africani e indiani che sono liberi di morire di fame come la pensano, il concetto di libertà elaborato nei salotti piccolo borghesi magari sedicenti progressisti contrasta con la dura realtà della dittatura di classe borghese, ma chiedimaola anche ai giovanui proletari a cui è stata rubata la pensione e il reddito e che spesso trovano nella droga l’oblio della loro condizione miserabile se presentandogli il sistema orientale cosa direbbero?
Anzi un errore è che ne sappiamo poco e casualmnte tipo i tre anni di licenza per maternità e il sistema del lavorare lento e bene con cui si sono scontrati tutti quelli che hanno aperto fabbrichette da quelle parti, a Genova le navi russe erano la disperazione dei portuali (Nonostante Genova fosse rinomata per i carichi ben fatti)perchè si sfaceva e rifaceva senza limiti di tempi finche il carico non era perfetto secondo i canoni sovietici, e…senza fretta!
Novembre 11th, 2009 at 16:51
se la gente scappava da quel muro un motivo c’ era , e non dimenticate le parole di kennedy o pure per voi lui era un imperialista capitalista dell’ impero del male.
Novembre 11th, 2009 at 19:23
Alessio, Kennedy era un donnaiolo guerrafondaio. La sua mitizzazione è a mio parere una esagerazione assurda (parola di socialista liberale).
Novembre 11th, 2009 at 20:10
@alessio
No, certo, Kennedy era un socialista.
Novembre 11th, 2009 at 20:35
Sostenere che fu un evento positivo pur portando eventi negativi per i popoli e per i lavoratori di tutto il pianeta pare un controsenso.
Novembre 11th, 2009 at 23:32
Chi Kennedy quello che stava per far scoppiare la 3a guerra mondiale nel 61,o quello che ha mandato al macello una generazione di americani in vietnam,a combattere “il comunismo”?Ah l’idolo di Veltroni…
Novembre 12th, 2009 at 01:25
Cara Sarmata,
al di là del muro c’era il capitalismo (di Stato) ed una forma di borghesia, passata alla storia con il soprannome di “nomenklatura”.
La “caduta del muro” è il frutto della lotta di classe per come si è andata sviluppando prima in Polonia sotto la guida del sindacato, poi nella DDR e infine in Romania.
Da noi le politiche liberiste sono cominciate quando “Mani Pulite” ha spazzato via il pentapartito e il PDS ha incominciato a spingere per affidare i ministeri economici dei vari governi tecnici (e non) a gente proveniente dalla Banca d’Italia, cioè dalla Borghesia Finanziaria, perché i suoi dirigenti non si sentivano in grado di governare l’economia.
Ciao,
Massimo