OCSE, DATI SUI SALARI SCIOCCANTI COLPA DELLA POLITICA ANTIOPERAIA DEL GOVERNO BERLUSCONI
17 Maggio 2009
E veramente scioccante, anche se lo ripetiamo inascoltati da mesi, che gli stipendi italiani sono talmente bassi da porsi tra i più bassi di tutti i paese dell’Ocse, classifica che ci colloca al 23/o posto sui 30 paesi dell’Ocse. Buste paga più pesanti si registrano non solo in Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Francia, ma anche in Grecia e Spagna. Se mai ci fosse stato bisogno di altri riscontri, oggi risulta evidente come la politica antioperaia e di compressione di salari e pensioni operata dal governo Berlusconi sta dando i suoi frutti. E’
quella politica che produce stipendi bassi, riduzione dello stato sociale come del contratto nazionale di lavoro, favori a banche e banchieri, grandi industrie e imprenditori amici. Riproponiamo l’unica misura seria: tassare i ricchi, alzando le aliquote, introducendo la patrimoniale e la tassa di successione, per aumentare stipendi e pensioni. Il resto sono solo chiacchiere.
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Maggio 18th, 2009 at 03:32
le chiacchiere le fa’chi effettivamente ha paura di indire uno sciopero generale di tutte le masse lavoratrici per l’aumento dei salaril’adeguamento a livello europeo deve diventare un diritto per tutti gli italiani,voi come forza politica avete il dovere di intervenire,vi volete ritrovare di nuovo con gli scontri di piazza?dite al governo che quello che e’accaduto a Torino non e’ altro che un atto di protesta e che l’insoddisfazione porta alla violenza,se lei indice uno sciopero generale per il salario penso che molta gente la seguira e lei avra’fatto il suo dovere.con stima e simpatia gaeta roberto carinucci
Maggio 18th, 2009 at 09:42
La grande rivoluzione culturale del 68 l’abbiamo fatta e, abbiamo raggiunto grandi risultati.Ora caro segretario il problema non è solo culturale, ma materiale, fra un po dalle nostre parti, e non solo, la gente non potra’ più mettere il piatto a tavola, allora si che ci potrebbe essere una vera rivoluzione, ma quella che farà male a tutti i politicanti
Maggio 18th, 2009 at 12:39
Spero davvero in una risvolta, in un cambiamento drastico volto a migliorare enormemente la vita di tutti i proletari presenti in Italia. Spero riusciate nel vostro intento.
Maggio 18th, 2009 at 19:47
La rivoluziobe del 68 ha raggiunto grandi risultati? In quale universo parallelo?
Maggio 18th, 2009 at 22:25
La tassazione dei patrimoni va usata con molta cautela! Si rischia infatti di danneggiare chi ha soppotato delle rinuncie, magari per pensare agli studi dei propri figli…
Porto ad esempio il pagamento delle tasse universitarie, correlato al patrimonio, oltre che al reddito: chi magari si è sciupato tutto in divertimenti viene premiato con tasse più basse.. E non mi riferisco a signorotti e imprenditori, ma a operai e impiegati…
Maggio 18th, 2009 at 23:02
Caro compagno Ferrero,
la perdita di potere d’acquisto dei salari - come sai benissimo - è legato al sistema della concertazione introdotto nel 1993 da un governo sostenuto dall’allora PDS e da sindacati che in quelle fase storica erano più attenti ai propri privilegi di casta che agli interessi delle classi lavoratrici.
E’ inutile e dannoso aumentare le tasse, perchè, se la pressione fiscale diventa troppo alta, c’è il rischio che aumentino l’evasione fiscale e le fughe di capitali verso l’estero.
NON DOBBIAMO AUMENTARE LE TASSE, MA CHIEDERE CHE IL GOVERNO APRA UN CONFRONTO CON LE PARTI SOCIALI PER OTTENERE FORTI AUMENTI CONTRATTUALI CHE PERMETTANO IL PIENO RECUPERO DEL POTERE D’ACQUISTO PERSO DAI SALARI NEGLI ULTIMI 10 ANNI.
Gli industriali devono restituire il plusvalore sottratto ai lavoratori a livello di contrattazione collettiva, non con lo strumento fiscale. Se le grandi imprese non fossero in grado di restituire ai propri lavoratori il plusvalore che hanno sottratto loro, potrebbero pagarli anche con azioni della propria impresa, gestite da un organo collettivo aziendale eletto dai lavoratori su liste sindacali.
Tali azioni non dovrebbero essere vendibili da parte del singolo lavoratore, ma dovrebbero diventare proprietà sociale del collettivo di lavoro. In questo modo, l’azionariato operaio assumerebbe un carattere prettamente socialista.
Massimo
Maggio 21st, 2009 at 18:05
Caro Massimo non condivido la tua analisi,
La perdita di potere d’acquisto non dipende dal sistema di concertazione.
Esso è basso a causa della eliminazione della Scala Mobile nel 1985, e dell’ introduzione nel 1997 delle Agenzie Interinali seguita dalla Legge detta Biagi del 2003.
La precarizzazione del lavoro ha ulteriormente danneggiato i lavoratori in quanto i precari senza tutelel non scioperano e limitano così di fatto il potere di concertazione dei sindacati.
Aggiungiamoci il fatto che ai confederati Cgil, Cisl e Uil si è aggiunta la destrosa Ugl e la rottura fra Cgil e gli altro e il quadro si completa.
Bisogna reintrodurre la scala mobile e abbattere il precariato per ridare slancio a salari e pensioni.
Propongo l’ introduzione di un quozionte d’ impresa che penalizzi fiscalmente chi fà uso di contratti precari e premi chi assumeo mantiene al lavoro donne , madri, disabili, lavoratori in mobilità e riassorbe cassaintegrati. Inoltre serve una Irpeg non più flat ma progressiva con aliquote dal 20% al 40%.
Non è giusto che un piccolo imprenditore paghi quanto al Fiat e che un impresa si con meno di 15 dipendenti ma milionin di euro di fatturato abbia le stesse tutele e vantaggi fiscali dei piccoli!
Maggio 21st, 2009 at 22:11
Caro Michele,
non ti rispondo, visto che per te sono un infiltrato di destra. Con gli “infiltrati” non si dialoga, li si combatte e basta!
Massimo
Maggio 24th, 2009 at 19:06
sono “straniero comunitario” come si dice in un modo un pò comico
ho ascoltato Ferrero il 24.5 a Pisa. non sono intervenuto un pò timidezza un pò pigrizia
la viglia ero stato ad ascoltare Marco Travaglio sempre a Pisa: 600 o 700 ascoltatori, magari tanti giovani, attorno a Paolo Ferrero ci siamo ritrovati i soliti 4 gatti, ho sentito tante cose vere, però si percepiva il pessimismo, avrei voluto chiedere: ma come mai la sinistra non ha ripreso quasi per niente il tema della questione morale, che tine a cuore a tanti italiani e particolarmente di sinsitra? attorno a me, molti si propongono di votare di nuovo di Pietro per questo motivo, non basta trattarlo da giustizialista e forcaiolo come lo fanno Berlusconi e il PD per soppromere il problema! come il sociale ovviamente, l’ambiente, il femminismo, anche la questione morale dovrebbe far parte del patrimonio della sinistra, non solo per combattere la ciminalità organizzata meridionale, ma soprattutto perche evasione fiscale e corruzione sono potenti strumenti di lotta e sfruttamento del lavoro dipendente,
grazie per l’attenzione!
Maggio 28th, 2009 at 02:17
Malgrado non ho una grande cultura politica mi sono fatto una mia personale idea di ciò che ci sta succedendo con la caduta delle frontiere (x favorire le lobby internazionali)il sistema paese deve confrontarsi con mercati lontani e che spesso non hanno nessun rispetto per i diritti umani figuriamoci per quelli dei lavoratori… dove fare impresa costa poco e i lavoratori sono quasi degli schiavi è ovvio che per i nostri imprenditori confrontarsi con quelle realtà è impossibile pertanto alcuni hanno chiuso mentre i più furbi stanno delocalizzando ciò significa che ben presto l’ industria sulla nostra amata penisola non esisterà più!fare impresa non è facile e comporta tanti sacrifici e tanti rischi io credo che oggi lavoratori e imprenditori devono smettere di lottare l’ uno contro l’ altro ma unirsi perchè non può esistere imprenditore senza operaio e non esiste operaio senza imprenditore oggi abbiamo tutti un nemico comune e molto pericoloso la globalizzazione selvaggia che sta determinando il ritorno ai periodi di barbarie visto che oggi fare impresa significa confrontarsi con paesi dove non esistono diritti umani.
Io avevo pensato a un mercato globale dove possono accedere solo le imprese che dimostrano di rispettare i diritti umani e dei lavoratori ed ad un organismo internazionale che si occuperà di controllare il rispetto di questi diritti alle altre aziende (coloro che non rispettano i diritti umani)dovranno essere nuovamente applicati i dazi doganali in maniera da scoraggiare lo sfruttamento ciò renderà poco appetibile delocalizzare e pemetterà un economia globale sana.
la globalizzazione ci è stata venduta per un miglioramento della nostra vita invece visto che non è stata opportunamente controllata ha sortito l’ effetto contrario o cambieremo le regole del gioco oppure ben presto tutta l’ europa sarà una grande CINA!
prego Iddio affinchè questo mio pensiero possa essere condiviso da più persone possibile